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Fiat: La Cgil superi le divisioni e apra un confronto vero Stampa E-mail

di Carlo Podda

La vicenda Fiat ha assunto una dimensione tale da rappresentare uno spartiacque. Può sembrare una forma retorica, ma le trattative su Mirafiori e Pomigliano, sia per la mutazione radicale delle relazioni sindacali che operano, che per gli interventi contenuti nel campo dei diritti e delle tutele dei lavoratori, condizioneranno pesantemente il futuro del sistema produttivo italiano e dei rapporti tra le parti sociali. Ha ragione chi sostiene che non ci si può limitare ai soli “no” e che la Cgil deve avanzare le propria autonoma proposta, ma non credo che questo compito possa essere assolto dalla sola Fiom o peggio ancora dai singoli lavoratori degli stabilimenti Fiat, sottoposti a quello che molti definiscono un vero e proprio ricatto.

Ritengo doveroso che in Cgil ci si confronti su quanto sta avvenendo e che si eviti la dolorosa e costante esposizione dell'organizzazione tramite un dibattito a mezzo stampa duro quanto improduttivo.

Ieri Antonio Mattioli, Segretario Regionale della Cgil dell'Emilia Romagna, ha giustamente chiesto che la prossima assemblea delle Camere del Lavoro si traduca ”in un confronto di merito che superi la contrapposizione congressuale” sui temi della contrattazione e in particolare sul caso Fiat, aggiungendo che è giunta l'ora di “fare quello che non abbiamo fatto durante il congresso, perché blindati nella contrapposizione di mozioni diverse, e che non facciamo oggi, vincolati da un'assurda e controproducente blindatura”.

La trovo una posizione condivisibile e coraggiosa, e ritengo che la Cgil debba rinnovare la propria unità. In attesa di discutere al più presto del caso Fiat, e del più generale attacco al sistema di relazioni sindacali e al contratto nazionale, in Comitato Direttivo della Cgil, credo sia utile aprire tutti gli spazi di confronto possibili all'interno dell'organizzazione. Utile e doveroso.

Roma, 4 Gennaio 2011