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Lombardia: 500 delegate e delegati in assemblea a Milano con la “CGIL che Vogliamo” Stampa E-mail

Vincenzo Moriello, del Coordinamento Regionale "la Cgil che vogliamo" Lombardia

Oltre 500 delegate e delegati della CGIL Lombardia hanno riempito il salone Di Vittorio della camera del lavoro di Milano per partecipare all’assemblea regionale de “ La CGIL che Vogliamo”. L’assemblea ha condiviso la scelta della costituzione dell’area programmatica in tutte le strutture di categoria e della confederazione. Nel titolo dell’iniziativa “Dignità e valore al Lavoro” il filo conduttore della relazione introduttiva tenuta da Franco Arrigoni (allegata) e degli interventi di dirigenti e delegati delle diverse realtà territoriali e delle diverse categorie.

Oltre 6 milioni di lavoratrici e lavoratori sono in attesa di contratto, di cui circa 3 milioni dei settori pubblici, con il blocco deciso per legge fino al 2013; oltre 5 milioni di lavoratrici e lavoratori sono prigionieri della precarietà ; I salari reali, negli ultimi 10 anni, hanno perso 5.400 euro per effetto della mancata difesa del potere d’acquisto e del mancato recupero del fiscal drag (fonte Ires); sono arrivati a 2 milioni i lavoratori poveri in Italia, un dato cresciuto per effetto del ricorso massiccio alla cassa integrazione e per il ricorso a rapporti di lavoro precari e con bassi salari (Istat 2010); 1050 morti sul lavoro nel 2010 e malattie professionali in forte crescita (Inail).

Sono questi alcuni dati emersi nel corso dell’assemblea che testimoniano la continua perdita di dignità e di valore del lavoro, che la crisi economica globale ha solo accentuato anche a causa del suo uso strumentale da parte del Governo e della Confindustria per ridisegnare in profondità i rapporti sociali nel paese.

Nel cuore del dibattito è emersa la forte indignazione nei confronti del tentativo di Confindustria, con la complicità di Cisl e Uil, di cancellare non solo il contratto nazionale, per imporre un diverso modello di relazioni industriali fondato sulla bilateralità, ma anche per cambiare la natura stessa del sindacato confederale italiano. In quasi tutti gli interventi è stato forte il richiamo all’accordo di Pomigliano e all’accordo separato sulle deroghe al contratto nazionale, e alla necessità di una mobilitazione forte per contrastare la logica del ricatto “meno salari e meno diritti per lavorare” e per sostenere una piattaforma alternativa che rimetta al centro il valore e la dignità del lavoro. Per queste ragioni tutti gli interventi hanno voluto sottolineare l’importanza della mobilitazione decisa dalla Fiom per il prossimo 16 ottobre per rendere visibile l’indignazione e la volontà di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori per cambiare lo stato di cose presenti e conquistare un altro futuro per il lavoro e i lavoratori.

Hanno portato il loro contributo i compagni Giorgio Cremaschi e Carlo Podda e il compagno Stefano Landini della Segreteria regionale. Ha concluso l’assemblea Gianni Rinaldini, coordinatore nazionale della CGIL che Vogliamo.

 

Leggi la relazione di Pierfranco Arrigoni