| Lettera aperta di Anna Maria Tirreno, segretaria FP CGIL Palermo |
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Cari compagni, una sola domanda: cos’altro deve succedere nel nostro paese perché il nostro sindacato avvii una seria e profonda revisione delle sue analisi, delle sue strategie, del suo agire ? Forse di pretendere che la CGIL faccia i conti con un sostanziale fallimento delle organizzazioni sindacali italiane tutte nell’ arginare il progressivo arretramento della condizione sociale e dei lavoratori negli ultimi, almeno, 15 anni ? Cercherò di fare più avanti qualche riflessione in tal senso, ma non è credo negabile da nessuno che ciò che è accaduto e continua ad accadere, non solo a causa dell’ ultima crisi finanziaria di un anno fa, sia proprio questo: le condizioni di vita, di lavoro, di reddito, di diritti del mondo del lavoro arretrano, costantemente, con i governi di centro-destra ma non sono minimamente migliorate con quelli di centro-sinistra. Ma entriamo nel merito: 1) Ad una intera generazione viene negato un futuro:
2) Assistiamo ad un inarrestabile trasferimento di ricchezza dal lavoro ai profitti e alle rendite:
Ma tutto ciò che accade viene motivato, consapevolmente o supinamente dall’ idea che “la coperta sia corta”, che le risorse e la ricchezza prodotta non sia sufficiente e che solo lo sviluppo, l’ aumento di produttività potrebbe garantire una diversa condizione. La verità è tutt’ altra: si è realizzato uno spostamento gigantesco di ricchezza a sfavore del lavoro, sono enormemente cresciute le disuguaglianze di reddito e patrimoniale accompagnate da una perdita di diritti e, per le giovani generazioni, di certezze e di futuro. Possiamo dire che a tutto ciò abbiamo saputo opporci efficacemente ? Che la nostra azione è stata coerente e utile? Non c’ è forse il bisogno, urgente e profondo di una rimessa in discussione di TUTTE le nostre categorie ? Da quelle dell’ analisi a quelle delle forme dell’ azione a quelle dell’ organizzazione ? E che dire poi della nostra incapacità ad osteggiare efficacemente gli attacchi, anche i più volgari dei vari ministri, da Brunetta a Sacconi che, in un contesto sociale ed economico così drammatico, si permettono di capovolgere ogni responsabilità attribuendo al sindacato la responsabilità di tutto ciò ? Non sono state forse troppo flebili le nostre voci, poco efficaci presso l’ opinione pubblica per contrastare tutta la retorica dei “fannulloni” o dei presunti sprechi nella sanità o nella scuola dietro la cui affermazione troppo spesso supinamente accettata nascondevano solo la volontà di ridimensionare la spesa pubblica sociale sempre a favore della rendita, anche quella illegale dell’ evasione ora premiata ulteriormente con lo scudo fiscale ? Perché non ho mai sentito una voce ferma e chiara, una campagna forte e stringente lanciata dalla CGIL per affermare che debito pubblico e deficit non sono dipesi principalmente da un eccesso di spesa ma dalle mancate entrate fiscali dovute all’ elusione, all’ evasione fiscale e contributiva collegata anche all’ economia in nero ? La gente si è nel frattempo convinta che si spenda troppo per la scuola, per le pensioni, per la sanità. Al nord tanti operai votano Lega, convinti che il loro immiserirsi dipenda dall’ indispensabilità di un forte prelievo fiscale ai loro danni a causa delle troppe spese e non piuttosto a causa dal mancato gettito dall’evasione del lavoro autonomo o della rendita. Insomma compagni, cos’ altro aspettiamo che debba accadere per svegliarci da una sorta di impotenza in cui anche noi, insieme alla sinistra politica, insieme agli altri sindacati confederali sembriamo precipitare ogni giorno di più ?
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