| Vertenza Fiat: Uniti si vince!!! comunicato de "La Cgi che vogliamo"l |
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Oggi le lavoratrici ed i lavoratori subiscono un attacco ai loro diritti conquistati in anni di lotte che non ha precedenti nella storia del nostro paese dal dopo guerra, diritti e conquiste messe anche a dura prova dalle politiche di concertazione sindacale, nazionali e locali, che hanno mostrato il loro fallimento alla prova dei fatti.
La crisi economica, che dal 2008 ha colpito l'economie di tutto il mondo, sta continuando a produrre i suoi effetti più devastanti sulla vita delle persone mentre risulta sempre più evidente l'incapacità del Governo di operare soluzioni a protezione dei cittadini e la sua volontà, invece, di salvaguardare coloro che la crisi l'hanno provocata a partire dal sistema finanziario e le banche, tende pericolosamente a cambiare profondamente lo stesso modello sociale ed economico del nostro paese.
Il perdurare della crisi sta cancellando interi pezzi importanti del sistema produttivo di questo paese con l'inevitabile conseguenza della perdita di posti di lavoro e di una continua ed inesorabile dequalificazione, svalutazione della qualità del lavoro e delle condizioni stesse di lavoro all'interno dei luoghi di lavoro. Le misure introdotte dal Governo in questi anni attraverso i tagli indiscriminati alla spesa pubblica che hanno prodotto i tagli alla ricerca e all'innovazione ed un progressivo smantellamento del sistema di protezione dello Stato Sociale, la contro-riforma Gelmini, un sistema fiscale che penalizza i lavoratori dipendenti e premia la rendita economica e finanziaria, il Collegato Lavoro che aumenta la precarietà rendendola “permanente” e che introduce norme vessatorie per i nuovi assunti e la retroattività per i contratti a termine, altro non sono che la costante e quotidiana “lotta di classe” che questo Governo pratica oramai senza veli contro lavoratori, studenti, disoccupati e pensionati. Berlusconi ha come complice la Confindustria che, senza aprire un confronto vero con le parti sociali e scegliendo l’appoggio complice di quelle organizzazioni sindacali che "accettano" tutti gli aut aut, spera di isolare la FIOM e la CGIL nonostante sia chiaro a tutti che ancora ad oggi tra i meccanici e nel resto del mondo del lavoro sono e siamo il sindacato più rappresentativo. Per ora l’obiettivo è il CCNL, strumento universale di garanzia per tutti i lavoratori con la scusa di salvaguardare la competitività-produttività delle imprese. Ma in realtà si tenta di cancellare il sindacato per come lo abbiamo conosciuto dopo la cacciata del fascismo. Vogliono ridurre il sindacato a strumento dell’impresa e il lavoro a merce. La CGIL e le iniziative che ha messo in campo sono state certo il segnale visibile di una opposizione a tutto ciò, ma non sono bastate a fermare questa deriva liberista. DA Pomigliano a Mirafiori passando per la disdetta di CIA come a Panorama o Carrefour e in altre realtà della GD, attraverso la proposizione di referendum illegittimi e privi di qualsiasi senso democratico (a differenza del vero concetto di Referendum che deve lasciare la libertà di scelta) perché “viziati” dal più vile dei ricatti: la perdita del posto di lavoro! Esattamente come lo pseudo referendum, illegittimo, che si terrà giovedì e venerdi a Mirafiori. Le piazze strapiene, rumorose, colorate delle manifestazioni della Fiom il 16 ottobre e della CGIL il 27 novembre, ci hanno consegnato un messaggio importante che come organizzazione sindacale non possiamo non cogliere: quei lavoratori, pensionati, migranti, giovani, disoccupati, cittadini hanno bisogno di essere rappresentati e difesi , hanno urlato il loro diritto a vedere tutelata la loro dignità sociale contro l'arroganza padronale rappresentata dal “modello” "Marchionne" che oggi riguarda i meccanici ma domani sarà esportato in ogni posto di lavoro. Lo sciopero dei metalmeccanici del 28 gennaio 2011 va nella giusta direzione, ma non basta! Non possiamo limitarci alla semplice solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori metalmeccanici. La CGIL tutta deve scendere in campo con un sciopero generale e generalizzato che sia un momento di grande rilevanza sociale e politica per tutto il mondo del lavoro, per i giovani, e per i pensionati. La battaglia che i metalmeccanici e della FIOM stanno combattendo riguarda tutto il mondo del lavoro, ognuno di noi è e si deve sentire un lavoratore di Mirafiori o Pomigliano! perchè l'intento reale dei padroni è quello di lasciare (per ora) la democrazia, la libertà, la libera rappresentanza e la dignità dei lavoratori fuori dai posti di lavoro. Fuori nel Paese una democrazia sempre più formale, ma dentro la dittatura dei padroni. E questo non possiamo consentirlo! Per queste ragioni le compagne ed i compagni dell'area programmatica del “la CGIL che vogliamo” di Firenze saranno in piazza il 28 gennaio 2011 a fianco dei lavoratori metalmeccanici della FIOM. Facciamo appello a quella società civile, quei movimenti, quelle associazioni che con noi sono stati in piazza il 16 ottobre 2010 a Roma a partecipare il 28 ed a impegnarsi con noi affinchè le ragioni di quelle piazza continuino a vivere sino a sconfiggere chi vuole la limitazione delle libertà sindacali, la violazione della Costituzione la cancellazione CCNL. Il 28 gennaio 2011 in Toscana come in tutta Italia lo sciopero dei metalmeccanici sarà solo il primo appuntamento così come siamo sicuri che con uno sforzo ed un impegno comune tutti i soggetti presenti nella piazza del 16 ottobre a Roma potranno partecipare alla manifestazione. Uniti si Vince! Le/ I compagne/i dell’area programmatica “la CGIL che Vogliamo” Firenze 12 gennaio 2011 |