| Lo sciopero generale sia l'inizio di una nuova fase di lotta |
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Dichiarazione di Gianni Rinaldini a IL Manifesto
Questo sciopero generale è la giusta risposta ad una manovra classista che tenta velleitariamente di uscire dalla crisi scaricandone i costi sul mondo del lavoro dipendente, i precari, i giovani e i pensionati e nel contempo demolire i Contratti Nazionali e i diritti del lavoro. La Costituzione fondata sull'equilibrio tra diritti politici e diritti sociali viene stravolta nel suo significato democratico. Si utilizza l'emergenza di una manovra di bilancio per compiere una operazione di pura e semplice cancellazione di cento anni di storia del movimento operaio. La riassumo con questa citazione del costituzionalista Zagrebelsky “ la condizione iniziale era quella in cui solo i proprietari avevano diritti. I lavoratori o aderivano alle condizioni loro proposte, oppure non ottenevano o perdevano il lavoro, potendo l'imprenditore attingere al ribasso da un - serbatoio - di forza lavoro in cerca di occupazione. Il paradossale diritto del lavoratore era di non accettare le condizioni, cioè di scegliere la disoccupazione. Stiamo ritornando a questo in nome del mercato e della competitività? Bada che lo dico come semplice constatazione.” Se dovesse passare questa manovra ci troveremmo in una situazione sconosciuta nella storia repubblicana, perchè la condizione lavorativa, la stessa dignità dei lavoratori diventano una variabile dipendente del mercato, di ogni singola impresa. I contratti aziendali e territoriali possono intervenire su tutte le materie della prestazione lavorativa, dall'orario alle qualifiche alle mansioni; possono intervenire per superare e peggiorare le leggi esistenti sul controllo audiovisivo dei lavoratori, sul rapporto tra aziende committenti e appaltanti, fino ad arrivare con l'articolo 18 alla libertà di licenziamento. E' semplicemente vergognoso che Organizzazioni Sindacali come Cisl e Uil abbiano condiviso le scelte del Governo. Nulla potrà essere come prima se passa questa manovra, la stessa ipotesi di accordo interconfederale del 28 giugno, al di là delle diverse posizioni esistenti, è cancellato. Lo sciopero generale deve rappresentare l'inizio di una nuova fase, l'inizio di un conflitto generale che dovrà coinvolgere l'insieme del paese, i luoghi lavorativi pubblici e privati ed i territori, per cambiare le scelte di iniquità sociale, di negazione dei diritti e della democrazia nel lavoro, e di difesa dei diritti universali. Queste scelte rappresentano uno spartiacque nel rapporto con le forze politiche poiché le questioni aperte con la devastazione in atto sul lavoro, non sono semplicemente questioni sindacali ma riguardano l'idea di democrazia, di assetto complessivo del paese. I lavoratori e le lavoratrici hanno conquistato con decenni di lotte diritti e tutele universali, hanno conquistato il loro Contratto Nazionale. I lavoratori e le lavoratrici hanno il diritto di votare il loro Contratto Nazionale. Ogni forza politica che si definisce democratica deve semplicemente dire se condivide o meno queste scelte, altri ragionamenti sono di fatto la copertura a ciò che sta facendo il Governo.
Roma, 5.9.2011
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