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Lettera di Mimmo Moccia a Carla Cantone e Guglielmo Epifani Stampa E-mail

Cari Carla e Guglielmo,

dalla lettura del numero di dicembre di Liberetà, rileviamo una seria caduta nella qualità dell’informazione sul prossimo congresso confederale.


Al di là della asimmetria degli spazi assegnati alle due mozioni, già di per sé lesiva del principio di pari dignità delle posizioni che si confrontano nel congresso, registriamo una gravissima deformazione di quanto contenuto nella mozione "La CGIL che vogliamo", relativamente al futuro del sindacato dei pensionati: una bugia bella e buona.
Ciò contrasta con i più elementari principi dell’etica professionale di chi è tenuto a fornire notizie veritiere e complete, lede il diritto dei lettori a un’informazione compiuta e corretta, compromette la correttezza della competizione congressuale.
Per questi motivi, siamo a chiedervi formalmente il ritiro dalla circolazione del numero in questione di Liberetà.
In attesa di un vostro urgente riscontro, vi salutiamo cordialmente.

Mimmo Moccia
Primo firmatario della mozione La CGIL che vogliamo

Roma, 10 dicembre 2009