Home Lettere e Comunicati Lettere La CGIL Lombardia deve dire NO ai contratti regionali proposti dalla CISL Lombardia e lottare per difendere e rinnovare i contratti nazionali
La CGIL Lombardia deve dire NO ai contratti regionali proposti dalla CISL Lombardia e lottare per difendere e rinnovare i contratti nazionali Stampa E-mail

Comunicato stampa della "CGIL che vogliamo" Lombardia

La proposta della CISL della Lombardia di aprire la strada al federalismo contrattuale con la stipula di contratti regionali va respinta con fermezza. È una proposta dannosa per i lavoratori e un regalo al Governo perché rappresenta un sostegno indiretto alla sua manovra. Una manovra durissima contro i lavoratori e i pensionati, ma anche contro le regioni e gli enti locali, mentre ancora una volta ad essere premiati sono gli evasori e coloro che hanno commesso abusi edilizi.

La CGIL non può accettare, come fa la CISL, che i contratti nazionali e integrativi dei settori pubblici siano bloccati fino al 2013. Questa scelta, oltre che essere penalizzante per le lavoratrici e lavoratori pubblici, è negativa per la ripresa dello sviluppo, e rappresenta una attacco senza precedenti alla contrattazione. Ancora una volta i dipendenti pubblici sono utilizzati per aprire la strada ad un attacco a tutto il mondo del lavoro. L'obiettivo è in primo luogo il contratto nazionale che resta il principale strumento universale e solidale di difesa del salario e dei diritti per tutti i lavoratori.
Questo è il momento di mobilitarsi contro la manovra finanziaria e per contrastare l'obiettivo del Governo. È necessario dire No al blocco dei contratti, preparare le piattaforme e lottare per la piena riuscita delle iniziative di lotta a partire da quelle già programmate dalla CGIL il prossimo 12 giugno con la mobilitazione di tutto il mondo del lavoro pubblico e con lo sciopero generale preannunciato per il 25 giugno.
Altro che federalismo contrattuale. La CISL Lombardia dimentica che la manovra colpisce duramente anche le Regioni, la loro autonomia e la possibilità stessa di garantire la contrattazione di 2° livello ai lavoratori della regione e della sanità, e le risorse per sostenere i lavoratori e le imprese private colpite dalla crisi.
La CGIL deve rispondere NO, senza alcuna incertezza alla proposta della CISL Lombardia e preparare con determinazione la stagione di lotta che ci attende.
La CGIL deve respingere l'ennesimo tentativo di dividere i lavoratori tra pubblici e privati, deve continuare la battaglia per l'unificazione del mondo del lavoro. Se passano oggi sui lavoratori pubblici, subito dopo toccherà a quelli privati, questa è la storia del nostro Paese.