| Grande assemblea di presentazione de “La Cgil che vogliamo” - Comunicato Stampa |
|
|
|
Dal Teatro Valle gremito di lavoratori e dirigenti aderenti alla mozione "la Cgil che vogliamo", parte il XVI Congresso Nazionale della Cgil. Ad aprire l'assemblea è Domenico Moccia, Segretario Generaledella Fisac Cgil e portavoce della mozione. Moccia lancia le parolechiave de "la Cgil che vogliamo": discontinuità, redistribuzione, rinnovamento generazionale, lotta al precariato,reddito sociale di cittadinanza, estensione dei diritti e quindidell'art.18 a tutti i lavoratori. Tanti gli interventi di lavoratori provenienti da tutto il paese. Le parole chiave de "La Cgil chevogliamo" prendono corpo. Moccia risponde a chi parla del documento come di un libro dei sogni: "è meglio avere dei sogni, che un lungo sonno inerte". Tra gli intervenuti, dirigenti di peso della Cgil: Giorgio Cremaschi, Carlo Podda, Gianni Rinaldini, Nicoletta Rocchi. Carlo Podda, Segretario Generale della Fp-Cgil, parla dell'eterogeneità dei dirigenti aderenti alla mozione, delle storie diverse che concorrono alla costruzione de "la Cgil vogliamo": "Ci chiedono: Ma come fate a stare insieme? La risposta è semplice, ovvia. Siamo tutti iscritti alla Cgil, e ci riteniamo responsabili, perché quando per troppo tempo si battono strade infruttuose, deve arrivare il momento in cui si inverte la rotta, si cambia strada". E ancora: Sciopero Generale. "La Cgil che vogliamo" chiede di abbandonare i tatticismi, rispondendo con forza alla deriva antidemocratica ed alla totale assenza di progettualità del Governo,alla sua incapacità di affrontare la crisi. "Si faccia in tempi brevi – aggiunge Podda - uno sciopero generale sul tema della Finanziaria, che si concentri su 3 obbiettivi, chiari, definiti, raggiungibili. Non lunghe piattaforme senza sbocchi." "La Cgil che vogliamo" chiede democrazia interna, un confronto congressuale sui contenuti, che abbandoni le vecchie logiche diapparato. Democrazia, è un'altra delle parole chiave della mozione.Nicoletta Rocchi, Segretaria Confederale Nazionale, ha invitato adialogare in tutti i posti di lavoro, "forti e convinti delle nostre ragioni. Gianni Rinaldini, Segretario Generale della Fiom-Cgil, avverte che la crisi segnerà una fase storica e sarà un punto di cesura. "Il mondo del lavoro è cambiato, quindi non serve un congresso autocelebrativo, ma rispondere alla domanda centrale che questa fase ci pone: come immaginiamo il sindacato del futuro? |