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Documento aderenti "La CGIL che vogliamo" Filcams Bergamo Stampa E-mail
Siamo un gruppo di compagne e compagni della Filcams Cgil di Bergamo, che hanno contribuito a far sì che la mozione "La Cgil che vogliamo" prevalesse nella nostra categoria, anche per cancellare una serie di vicende politiche che non abbiamo mai condiviso ma criticato e osteggiato, nonostante l'appoggio dato alle stesse dalla Cgil di Bergamo e dalla Filcams regionale e nazionale.
Purtroppo ancora una volta siamo costretti a dichiarare il nostro dissenso rispetto a quanto viene deciso dagli organismi dirigenti della Filcams a tutti i livelli, e in particolare da una parte della mozione "La Cgil che vogliamo", come già in occasione dell'elezione di Lorenzo Agazzi a segretario generale della Filcams di Bergamo, elezione avvenuta con i voti determinanti dei compagni dell'altra mozione.
Venendo meno al dovere di ricompattare una categoria duramente divisa da uno dei congressi più difficili della nostra organizzazione, e già provata dalla precedente elezione annullata del precedente segretario della Filcams Cgil, alle nostre richieste in merito alla composizione della nuova segreteria, Agazzi ha dimostrato che, nella pratica, non condivide nulla di quanto recita proprio il testo della mozione "LA CGIL CHE VOGLIAMO", che gli ha permesso di occupare il posto che attualmente ha.
Per chi non lo ricorda, per chi non l'ha mai letto, riprendiamo le prime righe del documento della mozione 2 che dice:

La CGIL che vogliamo è uno spazio libero nel quale lavoratrici e lavoratori, disoccupati, giovani ed anziani, uomini e donne, meridionali e settentrionali, nativi e migranti possano incontrarsi, riconoscersi ed organizzarsi. È così che diventa un luogo vero di partecipazione, confronto e proposta. La CGIL che vogliamo fa di questo incontro la propria grande ricchezza. È così che si esercita la vera democrazia, quella nella quale i rappresentati sono più importanti dei rappresentanti.

Proprio perché continuiamo a riconoscerci in questi principi, e riteniamo che il bene delle lavoratrici e dei lavoratori venga prima di tante lotte interne, dopo aver inutilmente aspettato che Agazzi convocasse una riunione di mozione in cui comunicare ai compagni e alle compagne le sue proposte rispetto alla nuova segreteria, abbiamo richiesto noi tale incontro, che si è svolto la scorsa settimana e durante il quale abbiamo dovuto letteralmente estorcere ad Agazzi i suoi progetti.
Siamo venuti così a sapere che l'idea è quella di formare una segreteria composta da 7 persone, 4 della mozione due , 3 della mozione uno ( di questi ultimi, si badi bene, ignoriamo ancora oggi i nomi).
Siamo in profondo disaccordo con una segreteria così numerosa (la mancanza di capacità di sintesi numerica in una struttura che ha il compito di rappresentanza è sempre una debolezza, mai una forza); siamo in profondo disaccordo nel concedere un numero così alto di presenze ai rappresentati della mozione uno (nella Cgil di Bergamo e in quella regionale le segreterie sono state formate solo con esponenti della prima mozione, quella che ha vinto – a livello confederale – il congresso: la seconda mozione ha un altro concetto della democrazia partecipativa, e questo va bene, ma concedere addirittura 3 posti ci pare eccessivo); siamo in profondo disaccordo sul rifiuto immotivato di Agazzi di inserire nella segreteria il nominativo da noi proposto, preferendo due delegati solo di recente iscritti alla Filcams ( e quindi penalizzando non solo la parte della mozione due che non si è riconosciuta nell'elezione di Agazzi ma anche molte compagne e compagni che hanno partecipato con entusiasmo alla recente fase congressuale e che da anni si battono nella Filcams di Bergamo).
Nella sua proposta il segretario penalizza e non riconosce le diversità e la complessità di una categoria che è composta da molteplici realtà produttive, escludendone di fatto molte e importanti.
Lo ripetiamo, non si tratta di rivendicare poltrone, ma una diversa modalità di azione e di rispetto della democrazia e della partecipazione: è per questo che riteniamo molto grave l'atteggiamento e la decisione di Agazzi, che sanciscono in maniera definitiva la rottura con una parte dei compagni della mozione due, che sottoscrivono questa dichiarazione e che hanno deciso di non partecipare alla consultazione per la segreteria e di lasciare questa riunione.
Proprio perché siamo consapevoli dell'importanza del nostro gesto ma più ancora, del momento cruciale che la Cgil sta attraversando, momento delicatissimo in cui le regole della democrazia devono essere la nostra prima bandiera, informeremo di questa nostra decisione tutte le strutture competenti, nonché gli organi di stampa.
In conclusione, ci preme ribadire che questo atto non influisce e non influirà sull'impegno che ognuno di noi, per il ruolo che occupa, sente di dover compiere rispetto alla tutela della lavoratrici e dei lavoratori della Filcams Cgil.