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Con la FIOM contro il ricatto di Pomigliano |
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Comunicato del coordinamento Napoli e Campania de "La CGIL che vogliamo"
Condividiamo la posizione assunta dalla FIOM in merito all'accordo separato sullo stabilimento FIAT di Pomigliano. Tutti vogliamo che FIAT resti a Pomigliano, così come a Termini Imerese o a Cassino e nel resto d'Italia,ma il punto non è questo. Quello posto dalla FIAT è UN RICATTO VERO E PROPRIO che contrappone l'esigenza di mantenere il posto di lavoro alla totale capitolazione sul fronte dei diritti e della dignità del lavoro e dei lavoratori; è per questo che LA CGIL CHE VOGLIAMO Coordinamento Napoli e Campania , ritiene assolutamente condivisibile la posizione della FIOM.
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FIAT Pomigliano: No all'accordo separato |
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I diritti della persona sono indisponibili e non negoziabili
Comunicato Stampa di Mimmo Moccia portavoce de "la Cgil che vogliamo"
"La Cgil che vogliamo" considera l'accordo separato sullo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco uno dei più pesanti attacchi ai diritti costituzionali dei lavoratori della storia della Repubblica Italiana. L'accordo prevede pesantissime deroghe al contratto nazionale su orari di lavoro, trattamento di malattia, organizzazione del lavoro e qualifiche. Impone turnazioni e ritmi di lavoro senza precedenti per le catene di montaggio e soprattutto liquida le libertà sindacali e i diritti individuali dei lavoratori, ai quali viene imposto l'accordo stesso come nuovo contratto individuale di lavoro, pena il licenziamento.
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Dichiarazione di Mimmo Moccia al Direttivo CGIL |
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Dichiarazione di Mimmo Moccia a nome della mozione "La CGIL che vogliamo" al direttivo CGIL del 7, 8, 9 giugno 2010
Intendiamo qui confermare la volontà dei compagni e della compagne che si sono riconosciuti nella mozione "La CGIL che vogliamo" di proseguire nell'esperienza avviata in occasione del 16° congresso. Le motivazioni che hanno dato vita alla mozione mantengono intatti valore e attualità che, anzi, escono rafforzati dall'ulteriore degrado della situazione generale politica, sociale e sindacale intervenuto dopo il congresso stesso. Nulla è cambiato, se non in peggio, nelle condizioni del Paese. Nulla è cambiato nelle scelte politiche del governo di centro destra che cerca soluzioni alla crisi dell'economia reale e della finanza pubblica solo attraverso l'ulteriore peggioramento delle condizioni materiali dei lavoratori e dei pensionati italiani.
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La CGIL Lombardia deve dire NO ai contratti regionali proposti dalla CISL Lombardia e lottare per difendere e rinnovare i contratti nazionali |
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Comunicato stampa della "CGIL che vogliamo" Lombardia
La proposta della CISL della Lombardia di aprire la strada al federalismo contrattuale con la stipula di contratti regionali va respinta con fermezza. È una proposta dannosa per i lavoratori e un regalo al Governo perché rappresenta un sostegno indiretto alla sua manovra. Una manovra durissima contro i lavoratori e i pensionati, ma anche contro le regioni e gli enti locali, mentre ancora una volta ad essere premiati sono gli evasori e coloro che hanno commesso abusi edilizi.
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Documento aderenti "La CGIL che vogliamo" Filcams Bergamo |
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Siamo un gruppo di compagne e compagni della Filcams Cgil di Bergamo, che hanno contribuito a far sì che la mozione "La Cgil che vogliamo" prevalesse nella nostra categoria, anche per cancellare una serie di vicende politiche che non abbiamo mai condiviso ma criticato e osteggiato, nonostante l'appoggio dato alle stesse dalla Cgil di Bergamo e dalla Filcams regionale e nazionale. Purtroppo ancora una volta siamo costretti a dichiarare il nostro dissenso rispetto a quanto viene deciso dagli organismi dirigenti della Filcams a tutti i livelli, e in particolare da una parte della mozione "La Cgil che vogliamo", come già in occasione dell'elezione di Lorenzo Agazzi a segretario generale della Filcams di Bergamo, elezione avvenuta con i voti determinanti dei compagni dell'altra mozione.
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Dichiarazione di voto al Congresso Nazionale CGIL |
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I sottoscritti aderenti alla mozione "la Cgil che vogliamo", componenti la Commissione Politica, ribadiscono le proposte che il documento finale del Congresso a nostro avviso avrebbe dovuto contenere:
- Giudizio netto di contrarietà all'accordo separato del 22 gennaio, con esplicito riferimento alla sua non emendabilità.
- Riconquista di un nuovo sistema contrattuale, al quale la Cgil si presenti con una piattaforma di una o più ipotesi negoziali, sulla quale far esprimere con voto referendario i lavoratori attivi, come mandato vincolante dell'Organizzazione con avvio della consultazione nell'autunno 2010.
- Lotta alla precarietà. Blocco dei licenziamenti e contrasto agli appalti al massimo ribasso. Vanno semplificati e riunificati i canali di accesso al lavoro, ripristinando la centralità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, senza distinzione di tipologia o dimensione aziendale nell'esercizio di tutti i diritti previsti dallo Statuto dei Lavoratori, a partire dall'articolo 18. Informazione, sensibilizzazione, mobilitazione fino allo sciopero generale contro il Collegato lavoro e le ipotesi di Statuto dei lavori.
- Definizione per legge di modalità certe e pienamente democratiche, nella misurazione della rappresentatività e nella validazione di piattaforme e accordi, tramite il voto referendario dei lavoratori e delle lavoratrici, anche nel caso di posizioni differenti tra le organizzazioni sindacali. Una democrazia sindacale siffatta è precondizione per la ripresa dei rapporti unitari.
- Modifiche statutarie su democrazia, partecipazione e esercizio del voto degli iscritti in caso di piattaforme, accordi e/o consultazioni interne a partire dai congressi. Rinnovo periodico delle deleghe.
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