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La Cgil rompa con Confindustria - Dichiarazione di Giorgio Cremaschi Stampa E-mail
Com'era ovvio, Fiat, Confindustria, Cisl e Uil sono completamente d'accordo tra loro. Certo, oggi hanno qualche piccola divergenza sul "come" salvaguardare i reciproci ruoli e poteri.
Ma non hanno alcun dissenso sul "cosa", cioè su smantellare il Contratto nazionale, prima in Fiat e poi per tutti i lavoratori italiani e trasformare Pomigliano nella regola d'applicare fabbrica per fabbrica, territorio per territorio. Già ci sono i primi segnali in questa direzione, oltre la Fiat. L'associazione industriali di Brescia ha convocato Cgil, Cisl e Uil e ha proposto un patto territoriale che riproponga, in una delle province industriali più avanzate d'Italia e non nel Sud, i contenuti del diktat di Pomigliano. E' ovvio che sia così. Solo uno sciocco può pensare che quello che vuole ottenere la Fiat non lo pretendano tutti gli altri industriali italiani. Sarebbe davvero un'agevolazione di mercato per una sola azienda.
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Festa de "La CGIL che vogliamo" - Parma 23, 24, 25 Luglio 2010 Stampa E-mail

Si terrà a Sala Baganza (Parma) il 23, 24,  e 25 luglio 2010 la festa de La CGIL che vogliamo.

La Festa inizierà il 23 luglio alle ore 17 con un dibattito su "Diritto al lavoro e diritti sul lavoro..Quarant'anni dallo Statuto dei Lavoratori" e si concluderà domenica 25 luglio 2010.

Le informazioni logistiche
Scarica la locandina della festa (1.96 MB) 

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Assemblea fondativa Area Programmatica "La Cgil che vogliamo" Stampa E-mail

 Si è tenuta oggi, 6 luglio 2010, presso l'Hotel Parco dei Principi, in Roma, l'assemblea fondativa dell'area programmatica "la Cgil che vogliamo".
Di seguito il testo del documento fondativo approvato all'unanimità dall'assemblea.
 

Documento costitutivo area programmatica - La CGIL che vogliamo (54.8 kB)
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La CGIL deve affrontare una fase di straordinaria gravità sul piano economico, produttivo, politico e sociale.

E' il modello economico neoliberista che,accentuando le disuguaglianze e svalorizzando il lavoro, porta in pieno la responsabilità dell'esplodere devastante della crisi finanziaria ed è a questo modello che occorre contrapporre una strutturata alternativa.

I rimedi fin qui adottati dai Governi di tutto il mondo non hanno né aggredito in profondità le cause né tanto meno impostato una radicale trasformazione di equilibri e assetti sociali:i reiterati fallimenti dei vertici internazionali continuano a registrare difformità profonde su come equilibrare politiche di bilancio e sviluppo, su quali nuove regole dettare ai mercati.

Servirebbe,invece, la definizione di un nuovo ordine mondiale fondato sulla riforma delle grandi istituzioni finanziarie, sulla definizione di regole dei mercati globali,per realizzare uno sviluppo sostenibile sul piano sociale e ambientale.

Riduzione delle disuguaglianze tra le diverse aree geografiche e all'interno delle stesse, emancipazione dalle condizioni di estrema povertà,estensione dei diritti del lavoro devono essere obiettivi da perseguire con determinazione.

 

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No alla riduzione dei diritti constituzionali del lavoro Stampa E-mail

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
Il lavoro è l'architrave della nostra Costituzione: il diritto al lavoro, i diritti sul lavoro, le condizioni materiali della prestazione,la parità uomo donna nel e col lavoro, il ruolo dei soggetti della rappresentanza, la libertà delle organizzazioni sindacali, il diritto di sciopero come diritto di libertà individuale innervano tutta la Carta Costituzionale.
Tali diritti, per la loro natura costituzionale, sono diritti individuali indisponibili , non negoziabili: l'intesa su Pomigliano è per questo illegittima, pericolosa, gravissima.
E ancora:il delicato equilibrio tra libertà d'impresa e valore sociale della stessa, che la Costituzione regola in maniera ineccepibile, verrebbe pesantemente alterato dalle ipotesi governative di riscrittura dell'art.41, sancendo, in assoluta controtendenza rispetto alla realtà attuale, un' assiomatica coincidenza tra mercato e libertà.
Il sincronismo tra i due interventi non è casuale e descrive un'ipotesi di società nella quale l'asse centrale si sposta dai diritti degli individui a quelli del mercato e dell'impresa.
Limitando l'indipendenza della magistratura si attacca la Costituzione.
Alterando gli equilibri dei poteri istituzionali si attacca la Costituzione.
Comprimendo la libertà di stampa si attacca la Costituzione.
Attaccando e contraendo i diritti sul lavoro si attacca la Costituzione nel suo principio fondativo.
Non c'è futuro per la democrazia e la libertà nel nostro Paese senza rispetto della dignità del lavoro:mortificare il lavoro, limitarne i diritti minaccia radicalmente le fondamenta del vivere collettivo.

I firmatari di questo appello invitano ad una forte mobilitazione delle coscienze anche su questo fronte decisivo nella difesa della Costituzione.

Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Sergio Cofferati, Gianni Rinaldini, Fausto Bertinotti, Carlo Podda, Nichi Vendola, Giorgio Cremaschi, Paolo Nerozzi, Mimmo Moccia, Vincenzo Vita, Carlo Baldini, Titti Di Salvo, Nicoletta Rocchi, Marigia Maulucci, Maurizio Scarpa

Aderisci all' appello

 
Assemblea Nazionale "La CGIL che vogliamo" Stampa E-mail

locandina6luglio2010

icon Scarica la locandina dell' evento (1.04 MB)
 
Con la FIOM contro il ricatto di Pomigliano Stampa E-mail

Comunicato del coordinamento Napoli e Campania de "La CGIL che vogliamo"

Condividiamo la posizione assunta dalla FIOM in merito all'accordo separato sullo stabilimento FIAT di Pomigliano. Tutti vogliamo che FIAT resti a Pomigliano, così come a Termini Imerese o a Cassino e nel resto d'Italia,ma il punto non è questo.
Quello posto dalla FIAT è UN RICATTO VERO E PROPRIO che contrappone l'esigenza di mantenere il posto di lavoro alla totale capitolazione sul fronte dei diritti e della dignità del lavoro e dei lavoratori;
è per questo che LA CGIL CHE VOGLIAMO Coordinamento Napoli e Campania , ritiene assolutamente condivisibile la posizione della FIOM.

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