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di Mimmo Moccia
Per Alessandro Sallusti , direttore responsabile “ Il Giornale”
Oggetto : Richiesta di rettifica ai sensi della Legge 416/1981
Leggo a pagina 21 del quotidiano da Lei diretto che starei guidando una protesta dei bancari contro l’ipotesi di chiusura del CCNL per determinare una resa dei conti nella FISAC/CGIL finalizzata ad un ribaltone. Senza giudicare la truculenza del linguaggio osservo che si tratta di uno straordinario esercizio di fantasia.Nel merito:
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I contenuti del nuovo contratto del credito sono oggetto di un ampio dissenso esteso su tutto il territorio nazionale e nell’insieme delle banche, come potrà verificare dalla consultazione dei blog dei maggiori giornali e dei network di comunicazione sociale
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Per cultura, formazione, costituzione etica sono del tutto alieno dall’organizzare ribaltoni e rese di conti che trovo essere ,invece, la componente più spregevole di una politica che ha perso dignità e valori
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Sono in Fisac il coordinatore dell’Area Programmatica Congressuale :” La CGIL che vogliamo” e, come tale, esercito il mio ruolo negli specifici demandi statutari che non prevedono l’omologazione e il consenso acritico al pensiero unico.
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Da quale fonte giuridica l’estensore dell’articolo ricava che lo status di pensionato deprivi le persone dei propri diritti civili e politici e impedisce loro di avere un’opinione e di esprimerla? E da quale sondaggio ha capito che questo è l’interrogativo che angoscia in questi giorni i bancari?
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Nella mia qualità di Segretario Generale della FISAC, negli anni in cui lo sono stato, non ho mai firmato accordi di esuberi volontari e incentivati che non avessero in contropartita corpose e riequilibranti assunzioni a tempo indeterminato con gli stessi diritti e retribuzioni di chi era già in servizio. Tali mie scelte sono state sempre condivise dal Seg. Gen. della CGIL Guglielmo Epifani e dal Seg. Responsabile del settore Fabrizio Solari. Non a caso gli stessi convennero con me e mi sollecitarono a non firmare un accordo in INTESA/S.PAOLO che prevedeva una serie di assunzioni, anche nel Mezzogiorno, perché queste sarebbero avvenute in deroga al CCNL.
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I trentamila nuovi posti che questo CCNL garantirebbe sono il frutto di un prolungato stato onirico. L’unica certezza nei prossimi tre anni sono i 16.556 esuberi previsti dagli accordi già sottoscritti. Inoltre le faccio osservare una innovativa singolarità : il Fondo che dovrebbe garantire tali assunzioni è a totale ed esclusiva spesa dei lavoratori e SANCISCE che le banche non contribuiscano nemmeno per un centesimo. Questo, anche alla luce delle vostre scelte editoriali, mi sembrerebbe il vero tema da indagare .
La saluto ,
Domenico Moccia
Roma, 14.2.2012
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