| DALLA PRESIDENTE AI PRESIDENTI |
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Riportiamo la lettera inviata da Emma Marcegaglia ai Presidenti delle organizzazioni confederate di Confindustria. Le affermazioni e la loro estrema chiarezza si commentano da sè.Ci siamo permessi solo qualche grassetto (m.m.) Caro Presidente, alla luce dell'annuncio che la FIAT intende lasciare Confindustria dal 1° gennaio 2012, ritengo opportuno condividere con Te alcune riflessioni. Innanzitutto va rispettata sempre la scelta di ogni singola impresa di aderire o meno al nostro sistema di rappresentanza.Confindustria è e deve assolutamente rimanere un'associazione volontaria di liberi imprenditori. Non posso però non esprimere il mio disappunto per le motivazioni che sono state addotte e che possono condurre alla conclusione che Confindustria non abbia lavorato in questi anni per modernizzare le relazioni industriali o, peggio ancora che, malgrado ciò che è stato fatto, vi sia una qualche oggettiva convenienza a stare fuori dal nostro sistema.Questo non è vero. E' quindi innanzitutto importante chiarire che non vi è contrasto fra le due fondamentali innovazioni che sono state introdotte negli ultimi mesi:l'Accordo Interconfederale del 28 giugno, ratificato il 21 settembre, e l'art.8 della manovra di agosto.Stare dentro il sistema associativo non significa in alcun modo rinunciare ad utilizzare gli strumenti legislativi che l'art.8 mette a disposizione delle imprese.Naturalmente per poter utilizzare questi strumenti,così come per applicare le innovazioni previste dall'Accordo Interconfederale, occorre trovare il consenso sindacale. Questa conclusione è corroborata non solo dai principali giuristi del lavoro, ma ora anche dalle affermazioni del Ministro del lavoro Sacconi che, cito testualmente dal comunicato stampa allegato, ha dichiarato"la firma dell'accordo del 21 settembre non ha nè depotenzaito nè sterilizzato l'art.8 sulla contrattazione collettiva".
La dichiarazione del Ministro Sacconi sgombra il campo da possibili equivoci riguardo all'interpretazione del quadro che si è formato a seguito dell'accordo interconfederale e della successiva ratifica. Vorrei anche sottolineare che il 28 giugno abbiamo condiviso con le organizzazioni sindacali un sistema di relazioni industriali moderno, regolato ma certo non ingessato. Un sistema che riconosce un ruolo al sistema di contrattazione nazionale ma che soprattutto, per la prima volta, dà certezza ed esigibilità al contratto aziendale e permette a quest'ultimo di fare intese modificative molto ampie per cogliere opportunità di crescita e sviluppo o per gestire al meglio le ristrutturazioni. A ciò si aggiungono le opportunità che offre l'art.8 di derogare in azienda, attraverso accordi sindacali, anche a disposizioni di legge che disciplinano varie materie, tra le quali le conseguenze del recesso del rapporto di lavoro. Oggi un imprenditore iscritto a Confindustria può quindi beneficiare di tutte le flessibilità dell'accordo del 28 giugno e dell'art.8. Stando dentro il sistema associativo si hanno due vantaggi evidenti.Il primo è il fatto di poter far conto su un sistema di regole condiviso per stabilire quando un accordo è valido nei confronti di tutti i lavoratori e, per quello che riguarda le clausole di tregua sindacale, nei confornti di tutte le organizzazioni firmatarie dell'accordo.Il secondo è quello di avere al proprio fianco l'assistenza dell'Associazione Industriale nella definizione degli accordi sindacali e nella gestione dei potenziali conflitti. Infine, è bene ricordare che Confindustria non è solo un'associazione sindacale.Le nostre associazioni a tutti i livelli tutelano le imprese su molti altri terreni,a Bruxelles,come a Roma, nelle categorie e sul territorio, su temi come il costo dell'energia,l'ambiente, la normativa fiscale, il diritto d'impresa ecc. La nostra storia, anche recentissima, testimonia che l'affermazione degli interessi delle imprese piccole, medie e grandi è garantita più efficacemente dalla dimensione associativa.Confindustria è la voce libera ed autonoma delgi imprenditori.In quanto tale, è uno strumento essenziale per dar forza alle imprese e alla stessa democrazia italiana. Oggi dobbiamo essere più che mai forti e uniti per affrontare una grave crisi internazionale e per aiutare il nostro Paese ad uscirne a testa alta. Insieme, dunque, potremo cogliere appieno tutte le oppprtunità che anche in questi anni difficili siamo stati capaci di costruire. Con i migliori saluti Emma Marcegaglia Roma, 6 ottobre 2011 |