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di Marigia Maulucci
Dura la vita,in questo scampolo di democrazia.
La democrazia attraversa tre grandi cicli di vita:il primo, quello euforico e promettente, che pone le fondamenta di un nuovo vivere collettivo, il secondo, quello serio e rigoroso, che ne consolida le strutture, il terzo, quello furbo che torce, snatura, insomma sfrutta le istituzioni fondamentali della democrazia medesima, portandola così al dissolvimento.
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CONSULTAZIONE FANTASMA DEGLI ISCRITTI CGIL SULL'ACCORDO DEL 28 GIUGNO |
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Dichiarazione di Gianni Rinaldini, coordinatore de La CGIL che Vogliamo
La CGIL ha reso noti i risultati della consultazione dei lavoratori sull’Accordo del 28 giugno e sull’Intesa applicativa.
E' andata in scena la farsa della democrazia.
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ATTENZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!! |
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In Notizie dai coordinamenti, il documento 15 Ottobre (oltre il) de La CGIL che Vogliamo di Parma.
In Lettere e Comunicati, l' articolo Lavoro Miseria e Morte.Riflessioni sull'ultimo documento OIL, di Tonino D'Orazio, La CGIL che Vogliamo Abruzzo
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Seminario Fondazione Claudio Sabattini - Associazione Lavoro e Libertà
Il diritto del lavoro, la Costituzione e la crisi della democrazia
Giovedì 27 Ottobre 2011 dalle ore 14,30 alle ore 18,30 c/o Zanhotel Europa – sala Londra Via Boldrini, 11 – Bologna
Introduzione di Umberto Romagnoli
Coordinamento di Tiziano Rinaldini e Francesco Garibaldo
Interventi di Giovanni Alleva, Vittorio Angiolini, Vincenzo Bavaro, Franco Focareta, Andrea Lassandari, Antonio Lettieri, Luigi Mariucci.
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15 OTTOBRE 2011:LA CGIL CHE NON C'ERA |
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Lettera aperta di Mario Boyer alla Segretaria Cgil
Il 15 Ottobre a Roma le bandiere della Cgil non c’erano. Nella grandiosa e stupenda manifestazione romana che sfilava da Piazza Esedra verso Piazza S. Giovanni illuminata da una luce solare cristallina e schietta come le parole d’ordine democratiche della stragrande maggioranza dei partecipanti, per lo più giovani e politicamente belli, c’erano un’infinità di simboli di formazioni politiche, associazioni e ragguppamenti sociali di chiara ispirazione democratica, tranne che le bandiere e i simboli della mia Confederazione.
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RINALDINI VERSUS COLLEGIO STATUTARIO NAZIONALE |
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Pubblichiamo l’intenso carteggio tra Gianni Rinaldini e il collegio Statutario della CGIL.
Il quesito, com’è noto, e com’è pubblicato nella Home Page del nostro sito, riguarda la corretta applicazione dell’art.6 dello Statuto, laddove prevede la consultazione degli iscritti vincolante per la sottoscrizione di un Accordo da parte della CGIL.
Obbligo statutario messo in discussione dal voto del Direttivo che ha posposto la consultazione alla firma dell’accordo.
IL Collegio risponde che il pronunciamento degli iscritti, in assenza di regole unitarie, avviene anche sugli accordi sottoscritti al fine di confermarne la validità, con diverse modalità e nelle diverse fasi del procedimento negoziale nelle varie situazioni categoriali e/o territoriali. E che il Direttivo è sovrano.
Rinaldini a questo punto riformula il quesito: è la stessa cosa consultare gli iscritti prima e dopo la firma?Siamo proprio sicuri?E ancora:prima o dopo è una modalità tecnica a disposizione degli organismi dirigenti? C’è scritto questo nello Statuto?
Di seguito la documentazione.
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IL 15 OTTOBRE SEGNA UNO SPARTIACQUE |
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Lettera a Il Manifesto di Gianni Rinaldini
Sono rimasto sbalordito dalla prima pagina pagina del Manifesto di domenica, 16 ottobre.
Assieme a centinaia di migliaia di persone mi sono sentito espropriato di un diritto democratico, quello di manifestare pacificamente contro il Governo e la Banca Centrale Europea, cosi come deciso dai promotori della manifestazione del 15 ottobre.
Un diritto democratico che appartiene a tutti e se altri soggetti pensano che bisogna cercare lo scontro con la polizia e il saccheggio della città hanno il diritto di farsi la “loro manifestazione”.
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IL 15 OTTOBRE E IL DIRITTO A PARTECIPARE |
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di Massimo Covello e Delio Di Blasi
la manifestazione di Sabato 15 Ottobre scorso, per noi che eravamo tra i calabresi presenti, ha rappresentato la conferma visiva, diretta, che anche in Italia r-esiste un movimento ampio, plurale, pacifico, capace di rappresentare una alternativa reale all'arroganza di chi vuole scaricare sui giovani, sui lavoratori, sulle aree deboli, i costi di una crisi provocata da altri.
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MANIFESTAZIONE DEL 15 OTTOBRE |
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La CGIL che Vogliamo parteciperà alla manifestazione del 15 ottobre perché convinta della necessità, prima ancora di costruire un’alternativa, di ricominciare a parlare di un’alternativa.
Il termine sembra ormai fuori uso, perché sempre più rarefatti, lontani, ineluttabili sono i luoghi della decisione:tanto lontani da cancellare la soggettività delle persone, tanto potenti da segnare di incertezza e fatica le loro vite.
E’ il protagonismo attivo, fantasioso,pacifico dei giovani, delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici che rende invece possibile un’alternativa.
E’ sulla soggettività di tutti e di ciascuno che si fonda la democrazia.
E una democrazia è tale se il modello di società è sostenibile, se i diritti del lavoro e di cittadinanza sono riconosciuti e valorizzati, se la qualità e la dignità del lavoro rendono vivibile il presente e pensabile il futuro.
E’ per tutto ciò che vogliamo anche il 15 ottobre essere in piazza.
E' per tutto ciò che il 15 siamo stati in piazza fino a quando e' stata democratica, partecipata, propositiva.
Non condanniamo la violenza solo perchè siamo profondamente pacifisti.
Condanniamo la violenza perchè ha attaccato la battaglia dei tanti giovani, studenti, precari, lavoratori.
Una battaglia vera, quella delle idee,quella del coraggio di manifestarle a viso aperto, quella della forza che viene dal sapere di lottare per una causa giusta. |
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LA CGIL, LA CRISI,LA DEMOCRAZIA |
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Stralci dell'articolo di Tiziano Rinaldini in uscita su Essere Comunisti di ottobre.
Il quadro delle dinamiche politiche in campo in questa fase (con peso politico ed istituzionale) si presenta privo di caratteristiche tali da fuoriuscire da una dimensione di accompagnamento/aggiustamento interno al modello sociale ed economico che si è imposto negli ultimi decenni e che è alla base della crisi che stiamo attraversando.
Senza approfondire oltre, è utile per questa mia riflessione ricordare che da un lato tutto fa ritenere la crisi in atto come crisi sistemica del modello stesso, dall’altro le conseguenze che ne derivano sono e saranno sempre più devastanti sul terreno dei diritti e della democrazia. Ciò è particolarmente evidente per l’Europa e gli Stati Uniti o meglio per i paesi a più antica industrializzazione.
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