La CGIL proclami subito lo sciopero generale

 

 

Comunicato Stampa di Gianni Rinaldini

Coordinatore Area programmatica Congressuale la CGIL che Vogliamo

 

Che l’accordo FIAT per Pomigliano prima e Mirafiori dopo non fossero che l’inizio di una progressiva lesione dei diritti dei lavoratori l’abbiamo sempre saputo e detto e dunque non siamo stupiti della proposta di Federmeccanica.

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Ora lo sciopero generale
di Gianni Rinaldini, coordinatore Nazionale La CGIL che Vogliamo

La gravità della situazione politica economica e sociale,la vicenda FIAT, lo straordinario risultato del voto a Mirafiori  richiedono una forte risposta di iniziativa e mobilitazione della CGIL con la proclamazione dello sciopero generale,risposta assolutamente più adeguata della campagna di assemblee su democrazia e rappresentanza proposta dal documento conclusivo del Direttivo Nazionale della CGIL del 15 gennaio 2011.

E’ per questo che La CGIL che Vogliamo dichiara il proprio voto contrario.

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“La Cgil che vogliamo” sostiene lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici

di Gianni Rinaldini, Coordinatore Nazionale la CGIL che Vogliamo

L’Area congressuale La CGIL che vogliamo, a fronte della gravità dell’attacco ai diritti sindacali e contrattuali dei lavoratori previsto dall’accordo per Mirafiori, sostiene lo sciopero generale indetto dalla FIOM per il 28 gennaio .

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L’accordo di Mirafiori è un attacco ai diritti di tutti i lavoratori del Paese. Si apra un confronto vero in CGIL per una risposta all’altezza della fase.

di Alessandro Genovesi – Segretario Nazionale SLC-CGIL ed esponente nazionale della minoranza “LA CGIL CHE VOGLIAMO”.

L’accordo firmato a Mirafiori è un vero e proprio manifesto politico e sindacale che indica come unico modello possibile di sviluppo e competizione la scomparsa dei diritti democratici del singolo lavoratore, del diritto di sciopero e, in definitiva, la sterilizzazione del sindacato e delle rappresentanze elette (i lavoratori Fiat non potranno più votare per l’elezioni delle RSU; al loro posto le segreterie nazionali nomineranno dall’alto RSA che non risponderanno ai lavoratori). E’ un attacco non alla Fiom, non a questo o quel gruppo dirigente, ma alla democrazia, alla nostra idea di sindacato, alla CGIL tutta.

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NON DIVIDIAMOCI DI FRONTE AL RICATTO DELLA FIAT

di Mirto Bassoli, Segretario Generale Cgil Reggio Emilia

Non mi convincono alcuni dei contenuti dell’intervista rilasciata da Susanna Camusso al Corriere della Sera di domenica scorsa e in occasione di altre recenti dichiarazioni pubbliche riferite alla vicenda Fiat. La prima questione riguarda l’uso della categoria della “sconfitta”. Già altre volte ho sentito evocare l’autocritica di Di Vittorio del ’55, dopo la sconfitta Fiom nel voto alla Fiat, come un riferimento utile per leggere anche lo stato della vertenza in atto in questi mesi.

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Fiat: la Cgil ne discuta in Comitato Direttivo

 di Gianni Rinaldini, coordinatore Area Programmatica Congressuale La CGIL che Vogliamo

Apprendiamo dai giornali che per l’11 gennaio è convocata una riunione dei segretari generali della CGIL con all’ordine del giorno lo stato della contrattazione, leggasi vicenda Fiat, consolidando così una diffusa ma non per questo meno deprecabile pratica di prese di posizione, valutazioni e decisioni o a mezzo stampa o in organismi spuri, di natura non statutaria.

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Fiat: La Cgil superi le divisioni e apra un confronto vero

di Carlo Podda

La vicenda Fiat ha assunto una dimensione tale da rappresentare uno spartiacque. Può sembrare una forma retorica, ma le trattative su Mirafiori e Pomigliano, sia per la mutazione radicale delle relazioni sindacali che operano, che per gli interventi contenuti nel campo dei diritti e delle tutele dei lavoratori, condizioneranno pesantemente il futuro del sistema produttivo italiano e dei rapporti tra le parti sociali. Ha ragione chi sostiene che non ci si può limitare ai soli “no” e che la Cgil deve avanzare le propria autonoma proposta, ma non credo che questo compito possa essere assolto dalla sola Fiom o peggio ancora dai singoli lavoratori degli stabilimenti Fiat, sottoposti a quello che molti definiscono un vero e proprio ricatto.

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Fiat: la Cgil convochi direttivo straordinario

di Gianni Rinaldini, Coordinatore nazionale Area programmatica La CGIL che vogliamo

L’Area programmatica congressuale “La CGIL che vogliamo” chiede formalmente la convocazione urgente e straordinaria del Direttivo Nazionale con all’ordine del giorno la vicenda Fiat, perché la CGIL possa fare una discussione vera sugli effetti dell’intesa, sulle modificazioni radicali che introduce nel mondo del lavoro e nel sistema di relazioni sindacali, sulla risposta di mobilitazione da predisporre.

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Sciopero Generale subito

di Gianni Rinaldini su il manifesto del 28 dicembre 2010

Nella giornata del 23 dicembre 2010, abbiamo avuto contemporaneamente l’approvazione della legge Gelmini, il colpo di mano nelle mille proroghe che ha ridotto ulteriormente il finanziamento all’editoria e colpisce gli organi di informazione – come il manifesto – che non sono sostenuti finanziariamente da lobby economiche; e infine la Fiat che (dopo Pomigliano), ha imposto un regolamento aziendale a Mirafiori, sottoscritto da organizzazioni sindacali compiacenti che cancella non solo il contratto nazionale, ma la democrazia nei luoghi di lavoro con il pieno sostegno di Marcegaglia e Berlusconi.
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Ripristinare democrazia, difendere lavoro, salari e pensioni

 di Carlo Podda

Appaiono francamente incomprensibili e tardive le lacrime di coccodrillo di Cgil, Cisl e Uil confederali sul blocco degli stipendi dei 3,5 milioni di lavoratori pubblici. Ancora oggi non e’ chiaro quali siano le azioni che concretamente le tre centrali confederali vogliano mettere in atto per uscire da questa situazione. Mentre chiare sono le responsabilità in proposito, basti pensare al fatto che non sono state avanzate nemmeno richieste formali al Governo o all'opposizione per stanziare le risorse necessarie a finanziare i contratti nella legge di stabilità.

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