| ODG CGIL CHE VOGLIAMO LOMBARDIA |
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presentato al Comitato Direttivo della CGIL Lombardia La buona riuscita dello sciopero del 6 settembre e delle manifestazioni consegna alla CGIL un grande impegno di prosecuzione dell'iniziativa di lotta contro una manovra classista che penalizza ulteriormente le condizioni materiali di lavoratori, giovani e pensionati, cancella diritti legislativi e contrattuali, aumenta le disuguaglianze, riduce in qualità e quantità le prestazioni dello stato sociale. Tale volontà politica, che carica sui più deboli i costi della crisi, viene ulteriormente amplificata dall'approvazione nella manovra dell'articolo 8 che cancella contemporaneamente il diritto del lavoro e i diritti del lavoro garantiti dalla contrattazione nazionale e dallo Statuto dei lavoratori. L'articolo costituisce un obbrobrio giuridico, che avrà pesanti ricadute sul piano sociale e politico: l'esigibilità dei diritti non sarà più in capo al singolo lavoratore ma diventa proprietà delle organizzazioni sindacali titolari della possibilità di derogare in toto sia alla legge che alla contrattazione nazionale. Le scelte compiute dalla CGIL in questa fase hanno progressivamente appannato il nostro profilo strategico. In particolare con il documento del 4 agosto, la segreteria della CGIL, senza nessuna discussione negli organismi e dunque senza nessun mandato, rispondendo a logiche non di natura sindacale, ha assunto la lettura liberista della crisi, compresa la scelta di inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione, scelta peraltro contraddetta giustamente dalla CGIL stessa nella contromanovra presentata per la proclamazione dello sciopero del 6 settembre. Il direttivo inoltre considera grave non applicare lo statuto in merito alla firma dell’accordo del 28 giugno con la consultazione preventiva e vincolante degli iscritti secondo quanto previsto dall’art 6 “democrazia sindacale” punto B. Serve costruire mobilitazioni contro il complesso della manovra e contro la vergogna dell'articolo 8, non escludendo nessuna iniziativa finalizzata alla sua cancellazione. è in particolare urgente che la CGIL Lombarda apra una discussione vera negli organismi e tra i lavoratori sulla gravità della situazione economica produttiva sociale e politica per sviluppare una strategia di risposta che metta al centro il ridisegno di una politica fondata sulla centralità del lavoro, della sua qualità e dei suoi diritti. In questo quadro il direttivo della Cgil Lombardia, confermando quanto già approvato nella sua ultima riunione, decide di lanciare una mobilitazione, nell’ambio delle varie iniziative nazionale che si stanno sviluppando e si svilupperanno, che includa un pacchetto di ore di sciopero da realizzarsi nella prossime settimane. 14 settembre 2011, Sesto San Giovanni |